Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l'Europa investe sulle zone rurali

Artigianato


Artigianato

Il tesoro della tradizione artigianale, nella zona del Baldo e della Lessinia, trova nella pietra, nel marmo, nel ferro battuto e nel legno altrettante storie che, vivendo ancora oggi di energia rinnovata, raccontano l’identità di questi luoghi.

La pietra della Lessinia

La pietra di Prun, oggi nota come pietra della Lessinia, per secoli è stata estratta nell’alta valle di Negrar, vicino ai borghi di Prun, Fane e Torbe, e il paesaggio qui è segnato dai monumentali ingressi alle cave. La pietra della Lessinia ha la particolarità di presentarsi in uno spaccato di 8 metri, costituito da 73 strati di calcari bianco-rosati, separati da un velo di argilla. I colori in cui si presenta variano dal bianco, al grigio, al dorato. Le cave antiche di Prun, a 5km da Negrar, dove veniva estratta la pietra fino a 40 anni fa, sono visitabili, mentre sul Monte Loffa sono attive ancora diverse cave a cielo aperto.

Il marmo

La vocazione alla lavorazione della pietra in Lessinia e nelle colline a nord di Verona è cominciata circa mezzo milione di anni fa. Nell’età dei metalli, si assiste alla prima costruzione in pietra dei villaggi. La pietra dura più del legno e costa meno. Per dividere le proprietà e i pascoli, si utilizzano grandi lastre di pietra, ancor oggi infisse nel suolo. Al tempo dei romani, si comincia ad apprezzare la bellezza, la resistenza e la duttilità dei marmi della Valpolicella. I lastroni vengono trasportati lungo il fiume Adige a Verona. Le sue strade principali e i suoi monumenti, tra cui l’Arena, vengono ornati di marmo, nembro rosato e biancone.

Nel dopoguerra si assiste ad un “boom” della pietra: Dolcè, Volargne e Sant’Ambrogio diventano alcuni tra i centri più rinomati, a livello internazionale, per la lavorazione del marmo. La varietà più apprezzata è il Rosso Verona, che presenta chiazze più chiare e venature irregolari scure sul fondo rosso scuro.

Oggi i marmi del veronese sono utilizzati per pavimenti, rivestimenti, oggetti artistici, fontane, arredi, tavoli e caminetti.

Il ferro battuto

La Val d’Illasi, con i suoi borghi di Cogollo e Tregnago, è la zona della lavorazione del ferro. Qui è ancora possibile imbattersi nelle caratteristiche botteghe artigiane, dove vengono lavorati lampadari, battenti, oggetti d’ornamento e sculture in ferro battuto.

La tecnica di lavorazione è sempre la stessa da decenni: Roberto da Ronco è il fondatore di questa arte e nelle botteghe dei paesi i suoi seguaci portano avanti questa antica arte. Le opere sono pezzi di artigianato unici e di grande prestigio, che hanno ottenuto diversi riconoscimenti a livello internazionale.

Dal 2003, a Tregnago, è stato aperto il museo del ferro battuto e delle antiche arti, dove sono raccontati i diversi metodi di forgiatura del ferro, con filmati didattici e spazi espositivi.

Il legno

La Lessinia è terra di lavorazione del legno: durante le sagre di paese è facile imbattersi in banchetti dove vengono esposti oggetti di varia fattura, ricavati da rami e tronchi d’albero, come piccoli animali, portafiori, piccole sculture. Molto spesso è anche possibile osservare gli artisti all’opera!

La tradizione del legno arriva da lontano; l’artesan, infatti, era colui che lavorava il legno come attività “complementare”, al di fuori delle normali ore di lavoro dedicate ai campi. Molto spesso questi artigiani antichi si dedicavano soprattutto alla creazione di arnesi da lavoro, utensili da casa e da fattoria.

La tecnica antica, che consisteva nella lavorazione di giovani polloni di nocciolo per ottenere strisce larghe un centimetro e lunghe un metro o due, successivamente intrecciate per dare vita agli strumenti di uso quotidiano, sopravvive ancora oggi per la creazione di oggetti ornamentali e di uso pratico.