Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l'Europa investe sulle zone rurali

Il Valpolicella e il Valpolicella Superiore


Il Valpolicella e il Valpolicella Superiore

L’area più antica di produzione del Valpolicella DOC, oggi identificata dalla denominazione Valpolicella Classico, comprende i comuni di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Fumane, San Pietro in Cariano, Marano di Valpolicella e Negrar, successivamente estesa ai comuni di Dolcè, Verona, San Martino, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola, Cazzano, Grezzana, Pescantina, Cerro, San Mauro e Montecchia.

Il Valpolicella nasce da una miscela di uve diverse, ma in particolare sono due i vitigni che caratterizzano il vino:

  • la Corvina Veronese (Cruina o Corvina), presente dal 45% al 95%. È ammessa la presenza del Corvinone nella misura massima del 50%, in sostituzione di una pari percentuale di Corvina;
  • la Rondinella, in proporzione variabile dal 5% al 30%;
  • la Molinara, non più prevista dal disciplinare, è comunque tra le uve permesse.

Altre uve provenienti da vitigni a bacca rossa non aromatici, non essenziali alla miscela per avere la denominazione, possono concorrere alla produzione del vino, per un massimo del 25% totale, con il limite del 10% per ogni singolo vitigno utilizzato. La resa massima autorizzata è di 120 quintali ad ettaro.

Il vino è di colore rosso rubino carico, i profumi gradevoli e vinosi, talvolta con sentori di mandorle amare, il sapore può essere vellutato o asciutto, di corpo e sapido armonico.

Il Valpolicella DOC può ricevere diverse denominazioni:

  • Classico se prodotto nella sottozona comprendente i comuni di Fumane, Marano di Valpolicella, Negrar, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella;
  • Valpantena se prodotto nella sottozona omonima;
  • Superiore se l’affinamento in botte avviene per almeno un anno e il grado alcolico risulta essere di almeno il 12%;
  • Ripasso se, prima dell’affinamento in botte, il vino viene ripassato attraverso le vinacce di recioto o di amarone.